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Ci vediamo ad Atlantide (cassero di Porta Santo Stefano) Lunedì 19/05/2008 alle 21.00 per definire la nostra idea di assemblea nazionale!


A proposito... abbiamo fissato due giorni certi per le assemblee: il secondo giovedì del mese e il quarto martedì sempre alle 19.00!

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Comunicato dell'assemblea aperta cittadina. Verona

Comunicato dell'assemblea aperta cittadina. Verona

17 maggio 2008

Dodicimila persone hanno sfilato oggi a Verona per ricordare Nicola



Circa dodicimila persone hanno sfilato oggi a Verona per ricordare Nicola Tommasoli, il giovane ucciso nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio da cinque simpatizzanti dei gruppi neofascisti.
Per Nicola la manifestazione si è fermata davanti alla chiesa di San Fermo, per un minuto di silenzio e un lungo applauso, per portare fiori e ricordi sul luogo della sua morte, lì a pochi metri, a Porta Leoni.
A questa grande e importante manifestazione si deve aggiungere quella altrettanto importante e significativa che le organizzazioni dei migranti hanno promosso in piazza Bra.
Da queste manifestazioni nasce una nuova Verona che vuole propagare una nuova sensibilità fatta di socialità vitale e tolleranza.
Il corteo - comunicativo, aperto, partecipato, pacifico - è stato aperto da uno striscione disegnato da un artista/writer amico di Nicola, portava questa scritta: "Nicola è ognuno di noi".

La manifestazione, promossa dall'Assemblea aperta cittadina, ha fatto appello alla coscienza civile e alla capacità di autocritica di Verona per sconfiggere l'intolleranza e la discriminazione, un atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere.
Erano presenti molti cittadini, uomini e donne, ragazze e ragazzi, associazioni culturali, musicali, teatrali, sociali di Verona e del territorio. Tra i molti striscioni anche uno degli amici di Nicola, con la scritta: BIBOA, una gioiosa imprecazione inventata da Nicola stesso. Molte anche le realtà giovanili e i centri sociali di varie città, da Roma a Brescia, da Padova a Bologna.

A metà corteo, qualche tafferuglio provocato da poche persone è stato pacificato dai manifestanti stessi. Il corteo si è concluso a piazza Erbe e in piazza Dante con gli interventi delle realtà che hanno organizzato e partecipato alla manifestazione.

Si è manifestato per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. A Nicola piacevano il surf, la montagna e il colore arancio. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.


Assemblea aperta cittadina
organizzazione della manifestazione
info: 3491476050 - 3477732939

Foto da Femminismo a sud

Documento Politico Bologna Pride 2008

Giovedì 15 Maggio 2008

Documento Politico Bologna Pride 2008
documento politico d’introduzione al Pride nazionale bolognese

Il 28 giugno 2008 a Bologna si terrà il quindicesimo Pride nazionale che celebrerà l’orgoglio lesbico, gay, transgender e bisessuale. Il Bologna Pride unirà alla festosa celebrazione della ricchezza e della bellezza delle umane diversità una forte rivendicazione politica di diritti e riforme, che finora per lo stato italiano sono rimasti lettera morta.


Il Pride sarà un’occasione importante non solo per il movimento lgbt, ma per tutte le forze politiche e sociali che credono ancora che una società in cui tutte le cittadine e i cittadini abbiano pari dignità e pari diritti sia una società più giusta e democratica. Partecipare al Pride significa mettere in luce tematiche oscurate da forze politiche ed ecclesiastiche che utilizzano il sentimento religioso per impedire leggi contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia e in generale per impedire provvedimenti a favore dei diritti di lesbiche, gay, transgender e bisessuali.

La sostanziale immobilità del governo Prodi, una grande incertezza sociale ed economica, il senso di impotenza rispetto al futuro, una sfiducia diffusa hanno condotto a una schiacciante vittoria delle destre, premiandone in particolare i settori più retrivi, razzisti e omofobi. Le elezioni di aprile ci presentano un quadro politico negativo: per la prima volta nella storia repubblicana, la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare; il PD ha ottenuto un successo limitato.

Il movimento lgbt deve essere lucidamente consapevole del mutato quadro politico in cui si agisce: non coltiviamo alcuna illusione rispetto al governo delle destre, che anzi potrebbe tentare una vasta politica di restringimento di diritti e libertà, ma sapremo affrontare questo nuovo quadro politico, in connessione con gli altri movimenti e con il mondo sindacale. Nel Parlamento, così come nelle amministrazioni locali, richiameremo chi governa ai suoi obblighi istituzionali verso tutti i cittadini, dialogando con chi esprime interesse e volontà di ascolto rispetto al nostro patrimonio di lotte e di idee.

Insieme alla difesa della laicità dello Stato e all’opposizione contro ogni ingerenza vaticana, porteremo avanti un’azione concreta di difesa e promozione della cittadinanza lgbt, impegno centrale del nostro agire. Il primo compito che ci diamo è quello di contrastare le dilaganti omofobia, lesbofobia e transfobia che sono presenti non solamente nella destra, ma anche in alcune aree della sinistra.

Diamo nuova forza alle nostre legittime rivendicazioni di rispetto e di diritti per le persone, le coppie e le associazioni omosessuali, lesbiche e trans, continuando quel lavoro di diffusione del rispetto verso qualsiasi diversità per il quale da anni le associazioni e i gruppi lgbt si impegnano. Proponiamo una rinnovata presenza culturale e sociale del movimento lgbt, un soggetto plurale di cambiamento, nella autonomia delle diverse esperienze, storie, idee che lo compongono.

Siamo ben consapevoli che le nostre rivendicazioni sono strettamente collegate alle battaglie intraprese soprattutto dal movimento delle donne contro la violenza di un machismo criminale che troppo spesso agisce in ambito familiare e più in generale contro la cultura patriarcale dominante e violenta della nostra società. Il riconoscimento pieno della nostra dignità cammina nella stessa direzione, per una società in cui nessuna e nessuno debba più sentirsi in pericolo o discriminato a causa del genere e dell’orientamento sessuale, una società in cui il machismo sia riconosciuto come causa delle violenze contro donne, omosessuali e transessuali e proprio per questo sia sanzionato.

Bologna, per la sua storia civile e democratica e per la forte e radicata presenza di associazioni e movimenti che mai hanno smesso di riflettere e lottare, sarà il contesto ideale per dire ai cittadini di questo paese che non è tempo di ripiegarsi su se stessi. E’ fondamentale che chiunque si riconosca negli ideali di uguaglianza e di pari dignità si unisca in un fronte comune contro il clima d’odio dilagante. Vogliamo che l’Italia diventi un posto migliore per lesbiche, gay e trans, ma anche per tutte le donne, le persone precarie o migranti e tutti coloro che non accettano l’esistenza di violenze e discriminazioni, sia che provengano dalle istituzioni politiche sia che provengano dal contesto sociale.

Le manifestazioni del Pride rappresentano per noi l’occasione per riaffermare la nostra soggettività personale e collettiva. Le mobilitazioni toccheranno l’Italia da nord a sud: il Pride nazionale di Bologna del 28 giugno sarà preceduto dai pride locali di Milano e Roma del 7 giugno e da quello di Biella del 14 giugno e seguito da quello di Catania del 5 luglio.

Chiamiamo tutte le forze progressiste, movimenti, associazioni e partiti, ad aderire al Bologna Pride a fianco delle persone LGBT che incessantemente chiedono e chiederanno il riconoscimento dei diritti sessuali fondamentali, ormai da tempo affermati nell’Unione Europea.

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Giovedì 15 Maggio 2008

Piattaforma Politica rivendicativa

Le unioni di fatto

Chiediamo che sia data applicazione alla Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000 che chiede di garantire «alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali». È una misura di civiltà cui anche l’Italia si deve adeguare per non restare ai margini del cammino di allargamento dei diritti civili intrapreso dall’Europa.

Dopo la proposta di legge governativa della precedente legislatura, il Parlamento deve tornare ad affrontare il tema delle unioni di fatto. Consideriamo il livello del confronto tra le forze politiche del tutto arretrato. Le esigenze e i bisogni delle coppie lesbiche, gay e trans, comunque escluse dall’accesso al matrimonio per un’ingiusta discriminazione, non vengono tenuti nella dovuta considerazione.

Chiediamo, quindi la parità dei diritti, attraverso l’estensione del matrimonio civile o istituto equivalente. Nel rispetto delle differenti modalità di legami sentimentali, e in linea con ciò che è avvenuto in Europa chiediamo inoltre la creazione di istituti differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico pubblico delle unioni civili.

Andrà affrontato con un’apposita legge il tema della responsabilità genitoriale dei partner di fatto, anche dello stesso sesso, nell’interesse delle migliaia di figli di lesbiche e gay presenti nel paese.

Lotta alle discriminazioni

La Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 ha chiesto di «assicurare che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender siano protette da violenze e dichiarazioni di odio omofobico». La sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996, ha esteso alle persone “che transitano da un sesso all’altro” l’applicazione della Direttiva Europea 76/207, e delle leggi nazionali ad essa ispirate, sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne.

In Italia per le persone lgbt continuano le discriminazioni sul lavoro, nella scuola, nella società.

Chiediamo una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender italiane e migranti e che recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207/1976 e 78/2000.

In particolare chiediamo:
· l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
· l’applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne anche alle persone che transitano da un sesso all’altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996;
· la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 “Attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”, anche per eliminare le nuove discriminazioni che comporta, come quelle contro gay e lesbiche in divisa;
. un adeguamento della normativa italiana affinchè sia possibile il reale recepimento della direttiva europea 38/2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei e dei loro familiari extracomunitari in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;

Chiediamo inoltre che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico lesbofobico e transfobico e contro le discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, buone pratiche.

L’Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo, per la depenalizzazione dei reati di omosessualità e transessualità presenti nelle legislazioni di decine di paesi, e che continui il positivo impegno per l’abolizione della pena di morte.

Salute e benessere delle persone LGBT

Chiediamo che sia garantito il diritto alla salute delle persone lgbt ponendo fine alle discriminazioni in ambito sanitario anche attraverso un’adeguata formazione del personale sanitario.
E’ importante attivare corrette campagne di informazione sulla prevenzione primaria e secondaria dall’HIV/AIDS e dalle malattie a trasmissione sessuale. Vanno altresì garantiti i diritti delle persone sieropositive anche attraverso la lotta contro lo stigma sociale legato all’infezione da HIV.

È necessario favorire l’effettiva attivazione della “Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender”, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri” - Dipartimento per i diritti e le pari opportunità e del “Forum permanente contro le molestie gravi e la violenza alle donne, per orientamento sessuale e identità di genere”.
Chiediamo l’effettiva applicazione del protocollo d’intesa siglato nell’ottobre 2007 dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalle associazioni di genitori che comprende le misure di contrasto a bullismo e omofobia nella scuola e in tutto il mondo giovanile.

Chiediamo l’abrogazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, e la revisione della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di intervento chirurgico genitale.
Chiediamo la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affrontino non coercitivamente i casi di intersessualismo.

PER ADESIONI: info@bolognapride.it
www.bolognapride.it

NETTUNO MI PUO’GIUDICARE - Giornata mondiale contro l'omofobia


Care

siete invitate ad aderire e a partecipare alla manifestazione NETTUNO MI PUO’GIUDICARE, che si terrà in piazza Nettuno domenica 18 maggio, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia.

La nostra manifestazione sarà una delle tante tappe di condivisione e coinvolgimento della cittadinanza in vista del Pride nazionale del 28 giugno. Ogni contributo in termini di vivacità della piazza è benvenuto, basta che ce lo facciate sapere.
A oggi, il programma della manifestazione è il seguente:
la mobilitazione inizierà dal pomeriggio del 17, quando il gruppo giovani del Cassero e le/i volontari/e pride percorreranno la città per documentare fotograficamente la presenza di scritte omofobe e sessiste in città con l’iniziativa itinerante “Caccia all’omofobia”. Il 18 la piazza sarà animata dalle 11 alle 18.

-ore 11: allestimento di piccoli banchetti montati su tavoli pieghevoli con materiale informativo, dispiegamento di striscioni e bandiere

-ore 12: saluto alla cittadinanza delle associazioni aderenti alla manifestazione

-intervento dei rappresentanti del Comitato Bologna Pride e delle suddette associazioni

-dalle 14: happening contro l’omofobia a cura di QueeRing BO

-ore 16: presentazione del progetto Homophopics, a cura di Giada Cotugno, del Progetto Benessere Cassero. Homophopics documenta fotograficamente scritte omofobe e sessiste sui muri di Bologna e provincia, fornendo una mappatura che oltre a sensibilizzare la popolazione potrà essere utile a singoli, associazioni ed enti che si occupano della lotta alle discriminazioni, in particolar modo legate al genere e all’orientamento sessuale.

Associazione promotrice: Comitato Bologna Pride
Associazioni aderenti: Arcigay Il Cassero, ArciLesbica Bologna, MIT, AGEDO, Famiglie Arcobaleno, Amnesty International, QueeRing BO, UAAR, gruppo buddista Arcobalena, Antagonismo Gay, Fuoricampo Lesbian Group.

ATTACCATA LA CASA E L'UNIVERSITA' DELLE MADRES DE PLAZA DE MAYO



Dopo appena otto giorno dalle minacce di morte a Hebe de Bonafini e a sua figlia Alejandra, degli sconosciuti sono entrati all'alba di domenica 11 maggio e hanno distrutto vari uffici e stanze della Casa de las Madres e dell'Università Popolare delle Madres de Plaza de Mayo. Questi selvaggi hanno portato distruzione, hanno buttato all'aria gli uffici dell'Università, della Casa de las Madres, l'ufficio di Hebe de Bonafini e gli uffici amministrativi, ma non hanno portato via niente. La modalità con cui è stata eseguita l'azione devastante dimostra che si è trattato di un innegabile atto di intimidazione e minaccia contro le Madres de Plaza de Mayo.
Alcune ore dopo il fatto, Hebe de Bonafini ha espresso la sua lettura politica del deprecabile episodio, dicendo:
"Credo che sia molto chiaro. A mia figlia hanno detto: stiamo tornando e liquideremo te e tua madre. E questo è quanto sta succedendo perchè sono entrati nella Casa de las Madres, negli uffici della Stampa e nell'Università. Hanno rotto tutto, hanno aperto cassetti, hanno violato le serrature, rotto porte, hanno messo sottosopra tutto e non hanno portato via niente. Solo pochi soldi che avevo in ufficio, una borsetta dove ho il fazzoletto che indosso i giovedì in Piazza, un libretto con degli indirizzi, pochi, ma niente di più. Inoltre, dall'ufficio amministrativo non hanno prelevato gli assegni pronti per pagare i dipendenti della Radio e li hanno lasciati buttati a terra. Sono attivi. Io dico che ci offrono tutto quanto, ci offrono sicurezza, ci offrono custodia, ma il miglior modo per tutelarci è che i ministri, i sottosegretari, la polizia, indaghino e scoprano chi sono quelli che sono stati capaci di far questo, altrimenti non serve" ha concluso Hebe.

Diamo il nostro messaggio di solidarietà alle Madres de Plaza de Mayo scrivendo a madres@madres.org

Aggornamenti sulle iniziative in cui denunceremo le continue minacce e le azioni violente subite dalle Madres

sul blog kabawil.splinder.com

Nicola è ognun* di noi - manifestazione a Verona


La Rete delle donne di Bologna aderisce e partecipa alla manifestazione

Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE

partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00


Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che
troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.

per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza
perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata
perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro
tempo e della nostra città.

Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta
alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.

Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione


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Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi

Mercoledì alla notizia abbiamo tremato. Un dolore alla pancia, un presentimento. Mai come ora avremmo voluto essere smentiti. Non è così. La cronaca riassume drammaticamente la storia di questa città. Degli ultimi anni ma anche di trent´anni fa. Abel e Furlan. Figli annoiati della Verona bene che riempivano il loro tempo dando la caccia a presenze non conformi della nostra città. Avevamo purtroppo ragione. Cinque ragazzi. Giovanissimi. Chi più chi meno, figli della Verona bene, legati agli ambiti della tifoseria neo fascista, militanti o anche semplicemente simpatizzanti alla lontana dei movimenti o dei partitucoli dell´estrema destra cittadina. Vestiti bene, all´ultima moda. Alcuni con precedenti recenti, per atti di razzismo o per problemi allo stadio.
Un certo clima culturale e sociale, alcuni imprenditori politici, un generale vento che spira ha suggerito un processo di riterritorializzazione: lasciare, o meglio, non limitarsi alle periferie, accantonare l´anima stradaiola e la "storica" attitudine "antiborghese" per rimpossessarsi del centro città.
Nicola è stato ucciso non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone.. Solo e "semplicemente" perché estraneo, non familiare, non compatibile.
A che serve oggi raccontare per l´ennesima volta lo stillicidio di aggressioni?...Uno stillicidio di aggressioni motivate da "futili ragioni", spesso nel pieno del centro città. Come gli accoltellamenti dell´ estate 2005, come le sistematiche azioni contro i "diversi" (capelloni, alternativi, mangiatori di kebab, tifosi del Lecce...) compiute da una ventina di ragazzi figli della Verona bene, emerse da un inchiesta della DIGOS nella primavera scorsa. Come la "cacciata" da piazza erbe, l´autunno scorso, l´episodio non più violento ma più emblematico, quando alcuni antagonisti veronesi in quella piazza per bere lo spritz vennero aggrediti ed espulsi dalla stessa tra l´applauso generalizzato e pre-politico di decine e decine di astanti. O come l´ultimo fatto "marginale" in Valpolicella (il paese di Nicola) la lettera di una madre sul settimanale locale, del mese scorso, in cui si cercano testimoni di un´aggressione avvenuta in un bar , dove un ragazzo di colore giovanissimo è stato massacrato e ridotto in stampelle (fortunatamente provvisorie) tra cori da stadio e inni del ventennio, nell´imbarazzante omertà dei clienti,..
Per evitare che si ripeta.
Guardando al futuro. Partendo dalle radici, quelle storiche certo. Innanzitutto quelle attuali. Il delirio securitario. Da tempo e in maniera esponenziale con le ultime amministrative un linguaggio si è imposto. Ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo scoperto di essere in guerra, sotto assedio. Il nemico viene sempre da fuori e fuori deve tornare. Questo è il linguaggio criminale che succhiano col latte i figli di questa città.
Caro sindaco, alcune provocazioni....
Dovremmo immaginare che quest´ ultima aggressione sia solo un effetto collaterale di una ronda autogestita?
Dobbiamo spalleggiare il sindaco nella richiesta di 72 agenti di polizia per presidiare la notte il Bronx di Piazza Erbe?
Dovremmo concordare con la lega la liberalizzazione della armi di difesa personale e suggerire a tutti i diversi di questa città di girare armati?
Noi chiediamo le sue dimissioni perché simbolicamente lei è uno dei mandanti morali di questa tragedia. Perché riempiendosi la bocca della parola d´ordine sicurezza ha alimentato una forma di "insicurezza" che non produce voti, legittimando la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità. Perché il suo successo poggia sull´odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo. Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l´acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina. Perché non avere detto una parola di condanna sui maledettamente e sempre uguali pestaggi in centro, ha provocato quello che è successo a Nicola.
Quante vite rovinate servono per aprire gli occhi?
A cosa è servita la tragedia di Nicola?
Quanto è successo a Nicola non può "capitare"
Quanto è successo a Nicola non può non insegnare
Quanto è successo a Nicola non può ripetersi.